PALERMO – “Galeotta fu la pasta”.
Anzi è, perché proprio così si chiama quella prodotta artigianalmente da un collettivo di detenuti nel pastificio del carcere “Ucciardone – Calogero Di Bona”, rimesso a nuovo e riattivato grazie al progetto Past-Art che ieri sera è stato presentato nell’incontro inaugurale all’interno del penitenziario.
La citazione ha accompagnato lo svelamento della confezione numero zero per mano degli stessi protagonisti: 15 persone coinvolte in un percorso di formazione che consente loro di gestire le varie fasi, dalla realizzazione alla distribuzione di un prodotto ottenuto da farine di grani 100% siciliani certificati e pronto, adesso, per arrivare sulle tavole di case e ristoranti. E per cinque partecipanti selezionati nel percorso formativo è già pronto anche un contratto di lavoro part-time.
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